Bricolage e fai da te, gli italiani scoprono i vantaggi del Web

fai da te

Un popolo di santi, poeti e navigatori: a distanza di oltre 80 anni dalla prima formulazione di questo discorso, chi avrebbe mai immaginato che gli italiani si concentrassero proprio sull’ultimo sostantivo? Cambiando completamente il contesto, in realtà, perché oggi i nostri connazionali non solcano più (o non solo) i mari, ma navigano in Rete, in maniera sempre più decisa.

Sempre più Internet per gli italiani. Gli ultimi dati statistici rivelano ad esempio che ha accesso al Web una quota vicina al 75 per cento della popolazione, sia da computer che soprattutto da mobile; e oltre che per tenersi aggiornarsi, restare in contatto con amici e parenti su social e Whatsapp, gli italiani stanno avvicinandosi con maggiore frequenza e maturità anche all’eCommerce, come rivelano alcune interessanti analisi.

Più prodotti che servizi. In questo 2017, in particolare, per la prima volta c’è stato un sorpasso nel mercato dello shopping online, con il fatturato totale dei prodotti che ha superato quello dei servizi; segno, dunque, che sempre più persone comprano “cose” e “oggetti” sul Web, ben consci dei vantaggi che questa modalità e questo mondo offrono. E anche un ambito piuttosto settoriale come quello del bricolage sta trovando nella Rete un canale privilegiato.

Un mercato in salute. È l’Osservatorio Non Food 2017 di GS1 Italy, come da tradizione, a monitorare l’evoluzione del segmento dei beni non alimentari nel nostro Paese, segnalando come l’insieme di tutti questi mercati abbia chiuso il 2016 con un bilancio positivo e un volume d’affari pari a circa 12 miliardi di euro, con il terzo incremento consecutivo anno su anno. E dopo giocattoli, edutainment ed elettronica di consumo, i tre best performer del non food, è proprio il DIY (do it yourself) a far registrare i numeri più importanti.

Le tendenze in atto. Interessanti anche le nuove tendenze che si segnalano per il mondo del bricolage: in particolare, dal 2013 a oggi continua la riduzione delle grandi superfici despecializzate, che in questo periodo hanno perso quasi l’8 per cento delle presenze. Secondo gli analisti, questo fenomeno si spiega con la centralità che la “specializzazione” ha in questo comparto, anche per gli acquirenti e gli hobbisti. 

L’apporto dell’innovazione. D’altra parte, anche le merceologie richiedono di andare in questa direzione, senza trascurare ovviamente l’innovazione, anche perché oggi il mondo del “fare” nelle abitudini delle persone si è esteso e va ben oltre il bricolage, grazie alle nuove opportunità offerte dalla Rete. Oggi infatti Internet consente sia di avere accesso a informazioni e tutorial per i propri interventi fai da te, ma anche di poter acquistare in tutta semplicità e comodità attrezzi e mezzi necessari al bricolage, rivolgendosi alle piattaforme specializzate come Giffimarket, uno dei riferimenti del panorama italiano.

I casi più noti. In tema di fai da te 2.0, bisogna poi ricordare i grandi fenomeni di tendenza a livello internazionale: va citato ad esempio il caso della comunità di Houzz, che unisce modalità reale e virtuale alle prese con l’esigenza di ristrutturare casa, fornendo contenuti generati dagli stessi utenti e contatti con artigiani e imprese locali. In Svezia invece è nato Retuna, un originale progetto di riuso e creazione partecipata che si basa sui pilastri di creatività e sostenibilità, mentre il colosso Ikea ha ampliato la propria offerta e sta puntando a una sorta di ibridazione che passa per l’online, inteso come facilitatore e portatore di servizi per i clienti.

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