Certificazione Energetica e Immobili, a che punto siamo

La Direttiva della Comunità Europea 2002/91 in tema di certificazione energetica degli edifici è stata recepita in modo disomogeneo da parte delle regioni. La normativa introduce criteri standardizzati per lo sviluppo e l’utilizzo delle fonti rinnovabili e la limitazione delle emisioni di gas.
La certificazione energetica è una dichiarazione rilasciata da personale addetto, i certificatori energetici, che attesta il consumo dell’abitazione e lo posiziona all’interno di una scala di valore (classe energetica). La certificazione energetica rappresenta inoltre un strumento in grado di garantire maggiore trasparenza nel mercato immobiliare in quanto consegna a chi deve acquistare tutte le informazioni necessarie a conoscere i consumi reali degli appartamenti in vendita.

In Italia sono solo 4 le regioni, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta che possiedono un catasto energetico mentre Abruzzo, Liguria e Veneto ne prevedono l’attivazione nel 2012. E il resto? La situazione in Italia è ancora in fase di stallo.
Questo lo stato fotografato dal Rapporto 2012 sull’attuazione della certificazione energetica degli edifici in Italia. Critica la situazione dei certificatori che dovrebbero essere, secondo la normativa, le figure professionali in grado di attestare lo stato di un edificio. 8 infatti le regioni che possiedono un elenco e 5 Abruzzo, Basilicata, Lazio, Umbria e Veneto quelle che prevedono di costituirlo.

Disomogenee e differenti da regione a regione anche la procedure di calcolo attraverso le quali vengono valutati gli indicatori energetici. Le regioni che non hanno una legislazione specifica prevedono l’autodichiarazione in classe G del proprietario dell’immobile. Questo tipo di autodichiarazione è prevista nella maggior parte delle regioni tranne che in Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Trento. Situazione ovviamente contraddittoria dato che l’autodichiarazione è accettata dalle Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica ma non dalla Commissione Europea. Motivo per cui ad oggi molti notai sono sempre più portati a rifiutare l’autodichiarazione a beneficio dell’attestato di certificazione enrgetica (ACE).

Anche per quanto riguarda il settore delle compravendite immobiliari la situazione non è particolarmente chiara. Dal primo gennaio 2012 è obbligatorio inserire negli annunci ci vendita l’indice di prestazione energetica dell’immobile proprio in virtù di quel principio di trasparenza nelle trattative di cui parlavamo. La norma nazionale non prevede sanzioni per chi pubblica annunci senza l’indicazione di classe energetica anche se in Lombardia ad esempio sono previste sanzioni pecuniarie dai 1.000 ai 5.000 euro.

Una condizione quindi che se non è di vero e proprio disordine legislativo rischia di produrre contraddizioni al limite del paradosso.

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