Le energie rinnovabili miglioreranno il nostro pianeta

Buone notizie per il nostro pianeta. Buone non ottime ma è pur sempre un inizio. Nel novembre 2014 le due superpotenze responsabili del 45% delle emissioni di gas serra, Stati Uniti e Cina, hanno raggiunto uno storico accordo per limitare le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

I grandi stati che non avevano mai aderito a nessun accordo internazionale per la riduzione dell’immissione di gas nocivi si sono finalmente accorti di far parte dello stesso pianeta morente esattamente come coloro che firmarono nell’ormai lontano 1997 il famoso protocollo di Kyoto.

Le energie rinnovabiliPunto centrale di qualsiasi accordo sul controllo del surriscaldamento globale è senza dubbio trovare soluzioni alternative per la produzione di energia rispetto ai combustibili fossili. Oggi infatti in Cina il 79% dell’energia elettrica proviene da queste fonti. La Cina dichiara l’obiettivo di raggiungere il picco delle emissioni nel 2030 e di cominciare a tagliarle da quel momento in poi. Entro quella data, ha annunciato il presidente Xi Jinping, le cosiddette fonti energetiche pulite, come il solare e l’eolico, potrebbero rappresentare il 20 per cento della produzione totale cinese.

Gli Usa, da parte loro, confermano che entro il 2025 taglieranno le loro emissioni del 26-28%. Dal canto proprio gli Stati uniti stanno già mettendo a frutto il proprio impegno, infatti, da pochissimi giorni è stato inaugurato il Desert Sunlight Solar Farm il nuovo parco fotovoltaico situato nel deserto della California. Un gigante in grado di produrre energia elettrica per 160 mila abitazioni senza rilasciare emissioni inquinanti e senza togliere terreno all’agricoltura.

Il fotovoltaico con i suoi pannelli solari termici è una tecnologia antichissima rimbalzata attraverso la storia dall’impero romano a Leonardo da Vinci fino ad arrivare alle moderne celle fotovoltaiche in silicio o la nuova perovskite(in natura è un ossido di calcio e titanio) che ha un rendimento che può raggiungere il 15%. I vantaggi che ne trarrà il pianeta non si possono minimizzare, infatti, si stima che il parco, che sorge in un’area prima abbandonata, permetterà di evitare l’immissione nell’atmosfera di circa 300.000 tonnellate di anidride carbonica ogni anno, la stessa quantità che si otterrebbe togliendo 60mila auto della strade.

Non solo le superpotenze si sono accorte che passare alle energie rinnovabili è necessario e quanto mai pressante per la salute della Terra ma anche paesi piccoli e ancora non industrializzati come il Bangladesh hanno deciso di scommettere sulle energie rinnovabili. IL Bangladesh infatti si è proposto per il 2017 l’ambizioso obiettivo di essere la prima nazione solare al mondo. Per raggiungere questo obiettivo ogni abitazione utilizzerà un pannello fotovoltaico installato sul tetto da 250 watt che può produrre fino a 1 kW di potenza al giorno.

In tempi di crisi economica questi settori portano chiari guadagni a cui non si può rinunciare perchè, al contrario dei proventi del greggio divisi solo tra i magnati dell’oro nero, quelli del fotovoltaico sono a disposizione di chiunque.

Una ricerca della Clean Edge, società specializzata nelle eco-tecnologie, stima che se l’installazione delle rinnovabili prosegue a ritmi sostenuti nel prossimo decennio, con investimenti che dovrebbero puntare sulle tecnologie più all’avanguardia, per il 2022 ci si potrebbe attendere un raddoppio del giro d’affari, che passerebbe dagli attuali 249 miliardi di dollari a 426 miliardi di dollari. Il solare fotovoltaico dovrebbe toccare quota 123,6 miliardi di dollari, grazie anche alla discesa dei costi di questa tecnologia: il prezzo di installazione dei pannelli dovrebbe scendere da 2,58 dollari per watt del 2012 a 1,07 nel 2022, favorendo il raggiungimento della grid parity.

Proprio la sfida della GRID PARITY, cioè il punto in cui l’energia prodotta a partire da fonti rinnovabili avrà lo stesso prezzo di quella prodotta da fonti di energia tradizionali, avrà un’enorme rilevanza per il futuro della Terra, infatti, pareggiati i costi non ci saranno più scuse per non fare ciò che è giusto e ciò ce dobbiamo al pianeta che ci sostiene.

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